Storia delle Processioni - VEXILLA REGIS

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Storia delle Processioni

Storia

Nella Sicilia orientale sono poche le processioni dei Misteri che possono reggere il confronto con quelle certamente più  note della Spagna e della Sicilia occidentale in particolare di Trapani e di Caltanissetta. Ma Barcellona Pozzo di Gotto, cittadina della costa tirrenica affacciata sul mare con sullo sfondo le isole Eolie, può vantare un primato unico; il Venerdì Santo per le vie della città  sfilano contemporaneamente  due processioni. Ciascuna processione è composta da tredici vare addobbate con fiori, quella di Pozzo di Gotto parte dalla chiesa di Gesù e Maria, quella di Barcellona dalla chiesa di San Giovanni. Il corteo è arricchito dalla colorita presenza dei Giudei e dei Visillanti. L'origine della processione di Pozzo di Gotto risale al 1621, anno in cui i pozzogottesi intenti in una lunga e dolorosa protesta contro l'arroganza ed i comportamenti vessatori dei Giurati Di Milazzo, oltre ad altre iniziative diedero vita ad una processione con cinque vare in segno di "Voto". La manifestazione continuò fino al 1783, anno nel quale un forte terremoto fece crollare la chiesa di Santa Maria Assunta. Da allora fu sospesa fino al 1800, e da allora è sempre stata rappresentata tutti gli anni, con la sola eccezione del 1854 a causa del colera.
Il nucleo iniziale della processione di Barcellona, può essere datato intorno alla metà del XVIII secolo, scrive Saya Barresi: " Intorno alla prima metà del XVII secolo ( 1650, circa) però, l'accresciuta popolazione e il continuo espandersi dell'agglomerato urbano davano motivo alle Autorità Ecclesiastiche di edificare nuove Chiese onde fosse soccorso il bisogno spirituale della gente. Sorsero infatti in questo contesto la Chiesa del Crocifisso ( 1660) e quella dei PP. Basiliani (S. Basilio), qua trasferitisi dall'antichissimo Monastero del XII secolo -1105 - esistente nella vicina contrada Gala. In seguito, poi, esistendo ancora i medesimi problemi di superpopolamento, si ritenne opportuno provvedervi di conseguenza.L'ampliamento della Chiesa di S. Giovanni - preesistente di già nel 1600 sotto forma di Cappella a due altari - fu lesto nel 1751 ; e questo chiaramente si legge dalla data apposta sul frontone principale del portale maggiore. Nel portale del fianco destro della Chiesa, adornato di marmi mischi a più colori, dov'è la statua in "bianco di Carrara" dell'Addolorata, si rileva ancora un altro millesimo: 1754 (importantissimo questo ai fini della presente ricerca storica) ed una scritta: "Tuam ipsius animam pertransivit gladius" - l'anima tua fu trapassata dalla stessa spada (del dolore) -. Proprio nell'anno 1754 fu infatti eletta "Compadrona" principale della Chiesa di S. Giovanni la Vergine Addolorata , la quale, oltre alla predetta Dignità, fu onorata con l'istituzione di una festa processionale "da celebrarsi nel giorno del Venerdì santo, anziché nella ricorrenza liturgica del sabato susseguente la Domenica di Passione, giorno dedicato ai "Sette dolori di Maria"".Nello stesso Venerdì santo era pure processionato il Cristo in croce, titolare della Chiesa del Crocefisso. Certamente tale iniziativa, a quel tempo, era lontana da qualsiasi forma emulativa, ma si inquadrava nelle usuali celebrazioni che in tutti i luoghi a questo Tempo di Quaresima, e specialmente al Venerdì santo, avvenivano.
Né tanto meno aveva, ancora, la pretesa di paragonarsi a quella che, grandiosamente complessa, per il numero di statue là esistenti, nel medesimo giorno si svolgeva nel vicino Centro, posto sulla riva opposta del Longano. Ma è senz'altro fuori di dubbio che fu il nucleo iniziale da cui prese l'avvio la manifestazione che cinquant'anni dopo, sul finire del secolo XVIII (1799 circa), ebbe normalmente consuetudine. Solertissimo e zelante Cappellano della Chiesa di S. Giovanni era, in questo scadere di secolo, l'Abate Domenico Buda; il quale, desideroso d'incrementare la pietà e devozione delle anime affidategli, pensò di migliorare la processione del Venerdì santo. Stimando opportuno che la rappresentazione della crudelissima Passione patita da Cristo, fosse incentivo maggiore alla Fede del popolo, diede al locale scultore Matteo Trovato l'incombenza di preparare un gruppo di statue che tali sofferenze esprimessero; e le consegnasse pronte, non più tardi del tempo utile a che questa prima e rinnovata processione avesse luogo, nel venerdì di Passione del 1801
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